Quando il nostro obiettivo è stare bene con noi stessi è di seguire una routine del benessere.

Oggi stare bene con se stessi è molto importante

Voi vi permettete di stare bene? Eh si, Perché non è mica così scontato stare bene con se stessi. Questa domanda mi riporta alla memoria la mia mamma che, pur di non prendere medicinali e far vedere che stava male, direbbe che la febbre a 40° è un “tantino” alta.

Detta così fa anche abbastanza ridere ma c’è di fondo una verità che inquieta, se vogliamo. Ossia quella parte di alcuni di noi, perché altri in realtà sono iper vittimisti, di minimizzare e/o distorcere ciò che sentiamo davvero.

Così in maniera del tutto inaspettata siamo NOI che ci facciamo del male e non è il male esterno che ci nuoce. Molto spesso incolpiamo l’esterno di farci soffrire ma in realtà la colpa, spesso e volentieri, è nostra perché gli diamo l’opportunità di farlo.

Nell’articolo precedente menziono il libro di Esther e Jerry Hicks in cui lei ha una connessione con quest’entità che si chiama Abraham. Questa entità, o questo insieme di identità, ( poi se leggete capirete meglio) ricordano ad Esther che per stare bene con se stessi bisogna “chiedere” se Chiedi, ti sarà dato.

Se riuscite a desiderarlo, l’universo riesce a realizzarlo.

Sia che lo desiderate o meno, sia che siate consapevoli o meno, i vostri pensieri sono alla base del vostro star bene. Quindi sfruttiamo questa capacita a nostro favore!

Immaginare 

Dedichiamo qualche minuto ogni giorno all’immaginazione:

Possiamo scrivere i nostri sogni, un pensiero, obiettivi; descrivere un sogno particolare, anche piccolo. Immaginare di vivere in un altro luogo, magari proprio la vita che vorremmo ( nel caso non l’avessimo): ecco il primo “segreto” per stare bene

Anche i vostri pensieri vanno educati in modo che possano essere positivi.

Anche la scienza ha dimostrato che guardarsi mentre si sorride ha un impatto positivo sul nostro umore. Qualsiasi sia la vostra situazione, qualsiasi cosa vi sia successa, è oggi il momento giusto per iniziare.

Cambiare

Un’altro passo per stare bene con se stessi è quello di avere il coraggio di cambiare i vecchi schemi che ci hanno portato ad un determinato stadio di malessere. Siamo essere unici, fatti di energia ed emozioni, siamo molto più di quello che crediamo. Essere unici significa anche riuscire a uscire dal timore del cambiamento.

Quando prenotiamo un viaggio per le vacanze estive sappiamo che ci vorrà del tempo per arrivare a destinazione. Siamo però a conoscenza che la destinazione sarà così fantastica e ci ripagherà dello sforzo intrapreso che l’idea di impiegare del tempo per arrivare non ci risulta così male.

Siamo a conoscenza dell’ora in cui partiamo ma non quella d’arrivo, possono succedere mille imprevisti, potremmo voler tornare indietro ma non lo facciamo. Sarebbe da sciocchi!

Non ci viene da pensare di non essere in grado di fare queso viaggio, montiamo in macchina e partiamo, accettando distanza, imprevisti, finche non arriviamo.

Programmare

Dobbiamo capire se una situazione in cui siamo, una persona con cui abbiamo un legame, ci tolgono o meno energia. Se una situazione lavorativa è nelle nostre corde o meno. Se una potenziale opportunità è quello di cui abbiamo bisogno o meno.

Partiamo dal presupposto che nessuna persona, situazione o opportunità viene da noi a caso ma chiamata, anche indirettamente, da noi. Dobbiamo essere consapevoli che se una situazione ci sta stretta allora è il caso di riprogrammare i nostri pensieri, immaginare come vorremmo essere e vedrete che vi sentirete subito meglio.

Se diventati coscienti delle vostre emozioni e di ciò che volete realmente potete senza troppa fatica capire cosa vi fa stare bene con voi stessi e agire in funzione di quello.

In conclusione

Nella nostra società, evoluta dal punto di vista tecnologico, sappiamo tutto ciò che accade sul pianeta, siamo bombardati da idee e questo invade la vostra esistenza. Quindi ciò che facciamo è lasciarci cullare da pensieri direi indotti dall’esterno, non nostri, creando emozioni contrastanti e a volte poco piacevoli.

Quello che sto cercando di dire è che sarebbe meglio cercare di guidare i nostri pensieri affinché possano essere più pratici alle nostre esigenze anziché disfunzionali.